Prodotti equo-solidali nei distributori automatici di ateneo!

Come tutti sapete, il tema dell’attenzione all’alimentazione e, più in generale, al consumo si lega oggi in maniera inscindibile a 392814_227937540605516_1381296396_nprofili di grande importanza quali la tutela della biodiversità, la globalizzazione, le condizioni di lavoro dei produttori primari, la sicurezza alimentare e, in definitiva, la sostenibilità ambientale. In quest’ottica, certamente vanno ripensate alcune abitudini talvolta date per scontate in contesti ‘critici’ quale ad esempio quello universitario: stiamo parlando, in particolare, degli snacks somministrati attraverso i distributori automatici, che si possono trovare con facilità in tutti i dipartimenti del nostro ateneo.

E’ per questo che dallo scorso maggio, grazie al lavoro della cooperativa sociale di commercio equo e solidale MondoMangione e dell’azienda di distribuzione IVS Italia, sono stati inseriti nei suddetti distributori alcuni prodotti del commercio equo e solidale. Di tali prodotti (sia dolci che salati) sono evidenziate le peculiarità specifiche (equo, bio ecc.) per mezzo di apposita etichettatura e vetrofanie colorate.

Con piacere condividiamo l’iniziativa, sostenuta fortemente dal gruppo di lavoro Uni.D.E.A., e plaudiamo al tentativo di ampliare il ventaglio di opportunità offerte agli studenti, sia dal punto di vista del consumo vero e proprio sia come mezzo di sensibilizzazione verso la possibilità di seguire buone pratiche anche in situazioni apparentemente ‘difficili’, quali appunto la quotidianità universitaria. Per quanto uno snack confezionato non sia infatti l’optimum dal punto di vista ‘ecologico’ e ‘nutrizionale’, di certo l’attenzione alla qualità del prodotto ed ai metodi di produzione può rappresentare un valore aggiunto di fronte a concorrenti di ben più larga diffusione, i quali portano con sé dei costi ambientali e sociali notevoli che sarebbe necessario iniziare a valutare al momento dell’acquisto. Ci auspichiamo, e continueremo a collaborare in tal senso con Uni.D.E.A. e MondoMangione, che si tratti del primo passo di un percorso fatto di continui miglioramenti, miglioramenti che, per quanto apparentemente ‘piccoli’, possono in realtà contribuire ad un cambiamento positivo dell’ambiente di studio e delle scelte individuali.

Cos’è un prodotto del commercio equo e solidale 

fairtrade“Con commercio equo e solidale si intende quella forma di attività commerciale, nella quale l’obiettivo primario non è la massimizzazione del profitto, ma principalmente la lotta allo sfruttamento e alla povertà legate a cause economiche, politiche o sociali.

È, dunque, una forma di commercio internazionale nella quale si cerca di far crescere aziende economicamente sane nei paesi più sviluppati e di garantire ai produttori ed ai lavoratori dei paesi in via di sviluppo un trattamento economico e sociale equo e rispettoso; in questo senso si contrappone alle pratiche di commercio basate sullo sfruttamento che si ritiene spesso applicate dalle aziende multinazionali che agiscono esclusivamente in ottica della massimizzazione del profitto.

I principali vincoli da osservare per entrare nel circuito del commercio equosolidale sono i seguenti:

  • divieto del lavoro minorile
  • impiego di materie prime rinnovabili
  • spese per la formazione/scuola
  • cooperazione tra produttori
  • creazione, laddove possibile, di un mercato interno dei beni prodotti

Gli acquirenti (importatori diretti o centrali di importazione) dei paesi ricchi, si assumono impegni quali:

  • prezzi minimi garantiti (determinati in accordo con gli stessi produttori; il prezzo corrisposto deve permettere una vita dignitosa ai produttori, permettere investimenti nel campo sociale e far sì che la produzione sia ambientalmente sostenibile)
  • quantitativi minimi garantiti
  • contratti di lunga durata (pluriennali)
  • consulenza rispetto ai prodotti e le tecniche di produzione
  • prefinanziamento

[…] Il dato italiano sulla spesa pro-capite è il più basso d’Europa: trentacinque centesimi di Euro a testa. Le botteghe solidali sono circa seicento in tutta Italia e sono concentrate prevalentemente nel nord-ovest e nel nord-est, rispettivamente il 38% e il 22,6% del totale.”

(Fonte: Wikipedia)

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