Case dell’acqua, un esempio da seguire

di Maria Chiara Basile, responsabile risorse naturali

Una volta tanto, siamo felici di parlare delle buone pratiche che ci circondano, in particolar modo perché riteniamo importante far capire monteriggioni_la_tognazza_casa_dell_acquaquanto poco basterebbe ad influenzare i comportamenti virtuosi dei cittadini e, con particolare riferimento alla comunità universitaria, degli studenti.
Il Comune di Monteriggioni, infatti, tra non molti in Toscana attualmente, porta avanti da oltre tre anni il progetto Casa dell’Acqua, iniziativa che prevede la distribuzione di acqua ai cittadini, per disincentivarne l’acquisto in bottiglia.

In Italia ancora troppi cittadini non si fidano di bere l’acqua del rubinetto: un italiano su tre, secondo i dati diffusi dall’Istat (Annuario degli indicatori ambientali 2007). Ciò avviene nonostante il consumo di acqua di casa sia molto più comodo rispetto all’acquisto delle pesanti confezioni, nonostante sia più sicura perché più controllata e nonostante il risparmio economico sia lampante: in media 0,5 millesimi di euro al litro per l’acqua spillata dal rubinetto di casa, circa 1.000 volte di più per l’acquisto di una bottiglia di minerale (stime Eurispes, Rapporto Italia 2008).

Dal punto di vista dell’impatto sull’ambiente, 12,5 miliardi di litri di acqua in bottiglia hanno comportato l’uso di circa 365 mila tonnellate di Pet, un consumo di 693 mila tonnellate di petrolio e l’emissione di 950 mila tonnellate di CO2 equivalente inBottledWaterConsumptionpC atmosfera. Solo il 35% degli imballaggi in plastica sono raccolti in modo differenziato e avviati al riciclaggio: il restante 65% finisce in discarica o al recupero energetico. Infine, solo il 18% delle bottiglie di acqua minerale viaggia su ferro, il restante 82% viaggia sui tir con conseguente consumo di gasolio e produzione di CO2 e polveri sottili.

Le circa 50 Case dell’acqua realizzate fino ad ora in Italia, consentono, ogni anno, di non produrre circa 30 milioni di bottiglie di plastica, non far viaggiare 3.200 tir, non consumare 1.750 tonnellate di petrolio e 15 mila metri cubi d’acqua, non immettere in atmosfera 1.500 tonnellate di CO2 e 17.500 chilogrammi di monossido di carbonio (CO).

Il virtuoso comune ha reso noti i consumi delle due strutture installate nella zona sud ed in quella nord del territorio comunale. Il primo impianto è stato inaugurato a Castellina Scalo il 22 marzo 2009, in occasione della giornata mondiale dell’acqua. Due anni dopo, sempre in concomitanza con la giornata mondiale, è stato aperto il secondo impianto alla Tognazza.

bottled-water-bottlesNel complesso sono stati erogati 4 milioni e 600mila litri di acqua, che teoricamente corrispondono ad oltre 3 milioni di bottiglie confezionate in plastica. A Castellina Scalo sono stati erogati 3.760.000 litri di acqua, di cui 959.000 gassata, che è l’unica a pagamento a 5 centesimi al litro. Alla Tognazza, dove è in funzione anche un distributore di latte fresco, i litri sono stati 850.000, di cui 202mila frizzante.

Acquisire l’acqua dalla fonte significa limitare la produzione di bottiglie di plastica e l’inquinamento causato dal loro trasporto, con un utilizzo dell’acqua KM Zero nel vero termine della parola.
Vantaggi economici, oltre che ambientali, che potrebbero spingere altri comuni in futuro a considerare questa possibilità e che speriamo siano uno spunto di riflessione interessante su ciò che quotidianamente ciascuno può cominciare a fare a partire dal comune in cui vive.

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